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Anteprima-nuova Audi Q3 PDF Stampa E-mail
Scritto da Zippo   
Lunedì 04 Maggio 2009 21:26

 

PICCOLA MA CALIENTE-I grandi Suv non sono al massimo della popolarità e forse neppure troppo facili da vendere? Detto, fatto. Dopo la Q5, sorellina in tono minore (solo per le dimensioni) dell’esagerosa Q7 appena rinfrescata, arriva la conferma che anche l’attesa Q3 si farà e la famiglia Audi si allarga verso il basso. Con un colpo all’immagine e uno alle emissioni inquinanti.

Mossa strategica per il marchio, che entra nella promettente nicchia dei cross-over di taglia "europea", e un segnale di fiducia economica in un Paese, la Spagna, che più di altri è stato colpito dalla crisi dell’auto. La scelta di delocalizzazione non deve sorprendere, nella pianificazione di strategie intragruppo la scelta di uno stabilimento piuttosto che di un altro risponde a logiche industriali. Audi produce già in Germania, Belgio, Slovacchia, Ungheria, India e Cina. E la scelta "geopolitica" questa volta salva numerosi posti di lavoro diretti e indiretti nel cuore dell’Europa.

Come dire, contenti tutti, i politici locali, i produttori e i fan delle auto anellute, che finalmente potranno trovare un modello di taglio fuoristradistico con costi ridotti di acquisto e gestione, oltre che di dimensioni contenute. Nella pipeline dei nuovi modelli Audi il debutto della Q3 è previsto nel 2011, subito dopo il lancio della piccola A1. La scelta di occupare un’ulteriore nicchia non fa una piega dal punto di vista strategico e non costituisce neppure una mossa particolarmente originale, oltre alle concorrenti già presenti anche BMW con la X1 e la Mini Cross-over e Mercedes (sembra con una GLK in scala ridotta) stanno preparando lo sbarco.

Le linee estetiche del modello d’ingresso nel mondo Q dovrebbero prendere forma, quasi pantografandolo, dal concept Cross Coupè Quattro, presentato nel 2007 a Shangai. Non mancheranno gli elementi distintivi Audi, a cominciare dal single frame e dai brillantini a led. Come del resto le stimmate della famiglia Q: portamento alto e distinto, spalle larghe e cerchi enormi. Quello che cambierà rispetto alle sorelle sarà il taglio del tetto all’approssimarsi della coda, molto più svelto e sportivo. Quasi a dipingere un incrocio tra un Suv e una coupé come fatto da BMW con la X6 e… molto tempo prima da SsangYong con l’Actyon.

Scelta strategica anche in questo caso: la caratterizzazione in senso più sportivo eviterà lotte fratricide o parentali con la Q5 e la Tiguan ad esempio. Assicurando il buon vicinato con il resto della gamma pur con dimensioni intorno ai 4,3 metri di lunghezza. Mentre la scelta dello stabilimento di Martorell secondo i bene informati potrebbe essere anche la conferma dell’arrivo di un modello Seat con caratteristiche simili. Del resto la stessa Audi dichiara che la Q3 concilierà elementi tipici del Suv, come il posto guida rialzato e il comfort, con una dinamica di guida e performance sportive molto marcate.

A regime Audi prevede di costruire (e vendere) circa 80.000 Q3 all’anno:ce la farà? Lecito aspettarsi numerose combinazioni, non solo a livello di allestimenti, optional e propulsori, con i benzina TSI e i diesel TDI pronti a giocare al downsizing con tanti cavalli con centimetri cubi e consumi ridotti. Ma alcune novità inaspettate potrebbero esserci anche alla voce trazione. Oltre a quella integrale come ci si aspetterebbe, potrebbero esserci anche delle versioni a sola trazione anteriore.


Scelta coerente con l’esigenza di allargare il più possibile lo spettro dei potenziali clienti e con il mood del mercato e della concorrenza. Case come Nissan, che con la Qashqai sono arrivate per prime facendo fortuna, hanno dimostrato che per i crossover non serve per forza puntare sul Dna fuoristradistico. Anzi. E tutto fa pensare che proposte come questa potranno ingolosire nuovi clienti ma anche convincere i patiti dei megaSuv alla ricerca di una maggiore accettazione sociale o che, semplicemente, devono far quadrare i conti. L’importante è avere il prezzo giusto e un look... urban-chic.

 
Golf Gti, il ritorno del mito PDF Stampa E-mail
Scritto da zippo   
Giovedì 02 Aprile 2009 23:30
 
 
 
Originata da un'intuizione geniale, che però negli anni Settanta ha faticato un po'a imporsi in casa Volkswagen perché giudicata troppo fuori degli schemi, la Golf GTI è stata l'ispiratrice di tutte le vetture compatte e medie di indole scattante e agile. Oggi arriva la sesta generazione, spinta da un 2 litri turbo a iniezione diretta di benzina con 210 cavalli e 280 Nm di coppia a 1.700 giri. Un'unità che imprime una velocità massima di 240 all'ora e la possibilità di bruciare lo "0-100" in soli 6,9 secondi senza pretendere troppo, poiché assicura percorrenze medie nell'ordine di 13,7 chilometri con un litro.
In vendita dall'11 maggio e proposta in varianti a tre e cinque porte a prezzi che partono da 26.850 euro, la nuova GTI si lega alle sue progenitrici dal sottile profilo rosso che attornia la mascherina e si differenzia dalle Golf più tranquille dai fendinebbia a sviluppo verticale, dalle sottili bandelle laterali, dallo spoiler all'estremità del padiglione, dai doppi terminali di scarico che fuoriescono,dalle pinze dei freni rosse che spuntano dietro i cerchi in lega da 17" con pneumatici 225/45 che completano l'assetto ribassato di 22 mm all'avantreno e di 15 mm al retrotreno. Nell'abitacolo l'indole sportiva è supportata dalla selleria rivestita con un tessuto a fantasia scozzese, dal padiglione scuro e dalle impunture rosse dei rivestimenti e della pelle che ricopre il volante a tre razze.
Ovviamente, la nuova Golf GTI s'avvantaggia anche di tutte le più recenti soluzioni sviluppate dal gruppo Volkswagen. Partono dalla dotazione che include tutto ciò che riguarda sicurezza attiva e passiva oltre che confort e arrivano al nuovo differenziale a bloccaggio elettronico XDS, che esalta la motricità favorendo la costanza del comportamento e la precisione guida. A richiesta si possono ottenere anche le sospensioni attive DCC - settabili nelle modalità Normal, Confort e Sport - oltre al sistema di assistenza automatica al parcheggio Park Assist II e, naturalmente, al cambio a innesti diretti DSG con 6 marce.
 
 
Sanzioni durissime, fino a 15 anni di carcere, ma anche tanti soldi per segnaletica, pattuglie, educazione nelle scuole. E patente a 17 anni Rivoluzione sicurezza stradale Mai così tante novità PDF Stampa E-mail
Scritto da Zippo   
Sabato 28 Marzo 2009 22:27

Pugno di ferro nella nuova proposta di modifica al codice della strada che prevede tante di quelle modifiche da rendere plausibile parlare di svolta. Una lunga serie di articoli predisposti dalla Commissione Trasporti della Camera e che poggiano, come base, sulle novità della proposta di legge del Partito Democratico, presentata da Meta, approvata alla Camera la scorsa legislatura e bloccata dallo scioglimento anticipato delle camere. Ma la sicurezza stradale non è una questione politica, non è né di destra né di sinistra, per cui ben venga la sua approvazione, ben vengano le modifiche apportate da questo governo e ben venga qualsiasi novità sul tema. E qui ce ne sono davvero tante...

Un esempio per tutti: in caso di incidente avendo provocato la morte ci sarà il ritiro immediato della patente, con una sua sospensione fino a quattro anni. Ma se il conducente è in stato di ebrezza o drogato si arriva al ritiro immediato della patente e sospensione provvisoria fino a cinque anni, ma anche la revoca del permesso di guida con impossibilità di conseguire una nuova patente prima di cinque anni, reclusione da tre a dieci anni (pena aumentata fino al triplo, ma non più di 15 anni, nel caso di morte di più persone) e dopo la sentenza di condanna, anche con condizionale, confisca penale del veicolo. Mentre un drogato al volante, anche se non ha provocato nessun incidente, fra le altre cose rischia un'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l'arresto da sei mesi ad un anno. Sono solo pochi casi, ma significativi di come il governo abbia deciso di usare il pugno di ferro per contrastare la strage di innocenti che ogni giorno avviene sulle nostre strade. "Ci sono tantissime novità in questo decreto continua Valducci, novità che faranno storia perché per la prima volta, ad esempio, introduciamo il concetto che o guidi o bevi. E l'efficacia che questa legge potrà avere sui giovani sarà enorme perché il loro stile di guida futuro ne sarà certamente influenzato".

Ma la sicurezza stradale,non è solo una questione di sanzioni e senza soldi e numeri non si va da nessuna parte. Così è stato creato un centro di coordinamento unico per avere dati di incidenti e viabilità in tempo reale e - soprattutto - si è costituita una Direzione Generale per la Sicurezza Stradale allo scopo di capire quanti sono i proventi delle sanzioni amministrative comminate per trasgressioni al Codice della Strada. Si sa che il Codice della Strada fa obbligo a tutti i Comuni con oltre 10.000 abitanti di comunicare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il gettito delle sanzioni per destinarne la metà alla sicurezza , ma fino oggi era stato impossibile anche capire di cosa parlavamo. Invece ora si scopre che proiettando il gettito medio per abitante delle diverse fasce demografiche all'intero gruppo dei comuni, per il 2007, dalle sanzioni arriva gettito complessivo dell'ordine di 1.761 milioni di Euro. E se i comuni non stanziano i soldi per la sicurezza stradale in futuro lo stato avrà un arma micidiale: bloccare del tutto o decurtare i finanziamenti ai comuni. Non solo: è stato creato anche una specie di fondo presso il ministero solo per introdurre l'insegnamento della sicurezza stradale nelle scuole, per l'ammodernamento della segnaletica e per l'aumento dei controlli su strada. Un fondo che avrà accesso diretto al 10 per cento di quel 50 per cento dell'introito totale delle sanzioni.

Ma torniamo alle modifiche perché ci sarà maggiore severità nei limiti per i principianti alla guida: nel primo anno dal conseguimento della patente B il testo prevede il divieto di superare i 90 kmh in autostrada (il limite attuale è 100) ed i 70 Kmh per le strade extraurbane principali (oggi 90). Mentre sale da 50 a 55Kw/t la potenza massima delle autovetture che potranno guidare i neopatentati. Nel testo c'é forte attenzione ai giovani, con la novità della possibilità di una sorta di foglio rosa a 17 anni: la cosiddetta ''guida accompagnata'' per fare esperienza prima dei 18 anni, che ha portato buoni risultati all'estero.

Nuove regole anche per le autoscuole, con criteri più severi soprattutto nella formazione degli istruttori. E per le lezioni di guida il testo prevede, per esempio, esercitazioni obbligatorie in autostrada o strade extraurbane, e anche di notte, con un istruttore qualificato. Potrebbe essere inserito anche l'obbligo dell'esame di teoria prima del foglio rosa. Più severità anche nelle revisioni della patente.

Tra le possibili novità, anche l'introduzione sperimentale della ''scatola nera'', con dispositivi elettronici che possono ricostruire la condotta di guida o la dinamica di incidenti. Il testo prevede anche, tra molte altre modifiche, il rafforzamento di progetti di educazione stradale, e nuovi criteri di ripartizione dei proventi delle multe per destinarli a interventi per la sicurezza stradale (come l'ammodernamento della segnaletica) o per rafforzare le dotazioni delle forze dell'ordine (a partire dall'acquisto di auto).

Sul testo che il ministro Matteoli intende recepire in un decreto c'é già una sostanziale unanimità in Commissione Trasporti sulle proposte principali: il lavoro è stato portato avanti come approfondimento della proposta di legge presentata a inizio legislature dal capogruppo del Pd in Commissione, Michele Meta, e che riprende la proposta in discussione la scorsa legislatura, già approvata alla Camera dei Deputati e mai portata a termine a causa dello scioglimento anticipato delle Camere.

Rimane però il problema legato alla composizione dell'attuale codice della strada, vecchio di 30 anni, revisionato 17 anni fa e appesantito da qualcosa come 70 interventi legislativi (71 con quello di ieri...). Per fortuna è in arrivo una legge delega per portare entro la fine del 2010 a una nuova edizione. Allora la rivoluzione sarà completata, anche se la strada per una chiarezza legislativa è ancora lunga: proprio ieri però la Corte di Cassazione ha stabilito che non basta essere ubriachi al volante ed aver falciato due persone sul marciapiede per meritare una condanna per omicidio volontario...
Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Marzo 2009 18:00
 
News Car of the year 2009 ECCO LE SETTE CONDIDATE PDF Stampa E-mail
Scritto da Zippo   
Giovedì 26 Marzo 2009 21:37
Car of the year 2009
Ha appena conquistato il titolo di Auto Europa 2009, ma potrebbe presto replicare con il premio Car of the year 2009. L'Alfa Romeo MiTo è infatti tra le sette candidate finali al prestigioso riconoscimento giunto alla 46esima edizione e potrebbe realizzare la splendida doppietta già ottenuta lo scorso anno dalla Fiat 500.

Le altre sei vetture rimaste in lizza da un lotto iniziale di 37 auto selezionate da una giuria composta da 58 giornalisti specializzati in rappresentanza di 22 Paesi sono Citroën C5, Ford Fiesta, Opel Insignia, Renault Mégane, Skoda Superb e Volkswagen Golf.

Per partecipare al premio Car of the year, le novità auto devono essere state commercializzate in almeno cinque diversi mercati europei nel corso dell'anno. L'annuncio della vincitrice è atteso per il 17 novembre
Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Marzo 2009 18:03
 
Presentazione AutoMeeting PDF Stampa E-mail
Scritto da Emanuele Vedova   
Lunedì 23 Marzo 2009 10:54

AutoMeeting è il portale dell'automobilista. Un luogo di incontro fra semplici appassionati e possessori alla ricerca di informazioni, aiuto, o semplici curiosità su vetture in anteprima.

Il sito è in costruzione, tornate presto a trovarci.

Emanuele & Zippo

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Marzo 2009 22:47
 

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